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Un po' di noi..

  • Roberta Leverone

    La passione per la danza inizia a 6 anni, quando comincio a frequentare i primi corsi di danza classica e a muovere i primi passi di ballo liscio e standard, seguendo le orme dei nonni e di mamma e papà.

    Crescendo l’attenzione si sposta verso la danza jazz, non abbandonando mai la passione per il ballo da sala.

  • Ugo Vittorio Leverone – Silva Ore

    Silva e Ugo diventano maestri di Ballo nel 1990 mettendo a disposizione la propria esperienza prevalentemente nel ballo sociale.

  • Nel 1997 decidono di istituire il ‘Club Roberta Danze’ con l’intenzione di approfondire la propria esperienza affiancando al Ballo Sociale anche la preparazione di coppie per la classe agonistica e nel corso degli anni riescono a raggiungere questo obiettivo.

Ultime Notizie

A partire dal 17 settembre riprendono i Corsi di Ballo con tante novità!

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Danzare fa bene allo spirito e alla salute, anche in terza età. Lo dimostrano due studi condotti dai ricercatori della Washington University e dell'Albert Einstein College of Medicine di New York che sono giunti alle stesse conclusioni: ballare è un vero toccasana per le persone anziane.

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Lo stretto rapporto tra corretta alimentazione e prestazione sportiva è ormai nozione acquisita da tecnici e atleti in molte discipline.

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Foto Ó grazia mazzarello

 

www.graziamazzarello.com

La corretta alimentazione nel giorno della gara

 

Lo stretto rapporto tra corretta alimentazione e prestazione sportiva è ormai nozione acquisita da tecnici e atleti in molte discipline. Un'alimentazione quanto più possibile corretta ed adeguata non può certo determinare il risultato tecnico, ma può contribuire al suo raggiungimento ed è altrettanto vero che una alimentazione scorretta ed inadeguata può influenzare negativamente la performance dell'atleta.

Ma quali sono gli errori che normalmente si fanno il giorno della gara?

Nel giorno di gara la colazione risulta scarsa in assoluto e si riduce particolarmente il consumo di alimenti solidi; spuntini o piccole razioni di attesa vengono assunti in rarissimi casi, il pranzo, se consumato, è soprattutto a base di panini con affettati, difficilmente digeribili in breve tempo ed anche in queste occasioni la idratazione è inadeguata.

Tale atteggiamento ed in particolare la riduzione di alimenti solidi è verosimilmente legata in parte all'idea di non "appesantirsi" in prossimità dell'impegno agonistico, in parte alla scarsa disponibilità di tempo e non ultimo alla condizione emotiva del momento che può rendere scarso l'appetito. Ridotti apporti di alimenti e di liquidi possono però danneggiare il rendimento atletico proprio nella giornata più importante ed è pertanto necessario che questi atleti imparino ad adottare un comportamento alimentare adeguato e specifico per tale circostanza,assumendo alimenti ed integratori opportunamente scelti e dosati che assicurino energia sufficiente e di pronto impiego.

Facciamo un esempio di alimentazione corretta durante un giorno di competizione.

La colazione costituisce il pasto fondamentale: è quindi scorretto ridurla, anche se per problemi di orario, ma è preferibile consumarla anticipatamente dando spazio a tutti gli alimenti sia solidi che liquidi (latte, yogurt, pane, fette biscottate, miele, marmellata, biscotti, dolci da forno, piccole porzioni di formaggio, frutta o spremuta, ecc.). Nel corso della gara, soprattutto se questa si protrae a lungo nella giornata e non è possibile consumare un pasto completo perchè le pause tra un turno e l'altro sono molto brevi, si dovrà fare ricorso alle cosiddette "razioni di attesa". Queste consistono in piccole assunzioni di cibo fra un turno e l'altro o in occasioni di brevi pause, come ad esempio biscotti o fette biscottate, frutta secca non oleosa o prugne secche o mele disidratate o piccole porzioni di dolci da forno, frutta, yogurt, polpettine di riso, crocchette di patate cotte al forno, mini sandwich al formaggio, piccoli pezzi di pizza al pomodoro.

Se invece la gara inizia nel tardo pomeriggio si ha il tempo di fare una colazione ricca e nutriente (latte, yogurt, pane, fette biscottate, miele, marmellata, biscotti, dolci da forno, piccole porzioni di formaggio, frutta o spremuta, ecc.) e un pranzo di volume contenuto, di facile digeribilità e che possa fornire energia di pronta utilizzazione durante la competizione, come ad esempio un piatto di pasta o riso con condimento semplice, accompagnato da una piccola porzione di dolce da forno (ciambellone, plumcake, ecc.).

La reidratazione dopo la gara è fondamentale. Viene favorita oltre che da opportune quantità di liquidi, anche dal consumo di alimenti ricchi di oligoelementi (frutta, ortaggi, verdure, ma anche minestroni, zuppa di legumi, latte, formaggi, pesce, uova, ecc.). Dopo l'impegno agonistico tale pasto favorirà infatti il recupero delle riserve energetiche spese, soprattutto se la gara si è protratta a lungo nella giornata e l'alimentazione non è stata del tutto sufficiente.

Utlizzare integratori salini è utile per ripristinare gli elettroliti (soprattutto sodio, potassio, magnesio, cloro) che sono stati persi attraverso la sudorazione. Oltre che determinare una riduzione del rendimento organico, la carenza di elettroliti è fortemente correlata con la comparsa dei crampi.

Assumere miscele di carboidrati a diversa velocità di assorbimento (er esempio con fruttosio e maltodestrine, quali componenti di bevande o di barrette da prendersi in quantità proporzionale al lavoro fisico) favorisce il corretto mantenimento delle riserve di  glicogeno muscolare ed epatico


Dott.ssa Serena Bria

Commissione Medica della Federazione Italiana Danza Sportiva - Ambulatorio e Centro Studi di Medicina dello Sport - Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico Agostino Gemelli - Roma